GLI ARTICOLI SU MONTEPIANO
Anno 6° - Numero 61
SCULTURE ERRATCHE NEVIANESI

CAMPIONARIO DI TESTIMONIANZE SCOLPITE NEL TERRITORIO DI NEVIANO DEGLI ARDUINI

di Alessandro Garbasi
Sorprende scoprire la ricchezza delle testimonianze scolpite e incise che i nostri territori possono ancora svelare, immagini popolari che hanno attraversato i secoli in punta di piedi, nascondendosi per lo più all'obiettivo
dei turisti e all' occhio distratto di chi tutti i giorni le sfiora.
Questo campionario ha il solo scopo di presentare e valorizzare alcune sculture presenti sul territorio comunale di Neviano degli Arduini, importanti perché parte della vita e delle credenze dei nostri avi. Ogni immagine è dunque corredata da brevi commenti che non hanno alcuna pretesa scientifica e nemmeno un ordine cronologico o ternarico, ma soltanto quella di far emergere un patrimonio sommerso di cui possiamo andare fieri.
 
A Cedogno è bella e interessante la Maestà che Andrea Carbognani nel 1803 dedicò a Sant'Andrea Avellino, proprio di fronte al muro del sagrato della chiesa. Interessante notare la perizia dello sculrore del 1803, quello che realizzò il Santo in preghiera di fronte all'altare arredato con un crocefisso, due candelieri e un libro sul leggio. Come era usanza, l'altare si trova dietro al celebrante, non davanti come avviene oggi. Alle spalle di Sant'Andrea una figurina  inginocchiata simboleggia il committente, Carbognani, il cui nome conosciamo dall' epigrafe in calce al blocco di marmo. Quest'ultimo è incastonato in un'edicola a trifora che cita le navate della chiesa, oppure due finestre absidali similmente a quanto ancora si vede nella chiesa di Lodrignano. Dal punto di vista formale è interessante notare la differenza tra la scultura in marmo, raffinata e dettagliata, opera di un professionista, e dell' edicola, in pietra locale intagliata con motivi popolari semplici e universali. Decorazioni e croci simili si trovano un po' dovunque nel territorio, a decorare porte e finestre di edifici nobiliari o ecclesiastici.
A Lodrignano il Palazzo Zanetti presenta interessanti reperti scultorei, tra cui un volto piuttosto dettagliato in confronto alle note "bugne apotropaiche" che siamo soliti vedere sul nostro Appennino (si notino capelli e orecchie).
La posizione rispetto al borgo è in ingresso rispetto a chi oggi arriva da Sella. Sul lato adiacente un'altra pietra presenta una scena con due soggetti, uno dei quali trasporta una sorta di sacco sulle spalle.
Altra pietra cantonale interessante si trova a Lupazzano, proprio in una casa al limitare del borgo ma apprezzabile oggi "in uscita" dallo stesso, non in entrata come a Lodrignano. La particolarità dell'immagine è quella di essere capovolta e di avere una sorta di curioso copri capo in testa. Al di sopra, un'altra pietra presenta un'interessante incisione e sull'altro lato un secondo volto, questa volta al dritto. Le pietre potrebbero non essere in posizione originaria, come spesso accade in queste situazioni.
Anche a Faviano Inferiore (Lesignano de' Bagni), paese confinante con il Nevianese, abbiamo bugne apotropaiche simili alle nostre, come è normale che sia. In questa casa la pietra cantonale presenta il volto stilizzato e nella pietra superiore una bozza di scultura sull'altro lato dell'edificio, con la medesima logica vista a Lupazzano.
Alla chiesa di Mozzano, invece, il principio è stato rispettato con le due protomi umane, di altra qualità, che possiamo datare al XIII secolo circa, dunque molto prima di tutte le altre viste finora, tra cui la più antica non risale, verosimilmente, a prima del XVII secolo. Per questo motivo le protomi di Mozzano sono state inserite nel Circuito del Romanico del Comune di Neviano, il percorso che porta a toccare tutti i punti di interesse Romanico del territorio e delle zone limitrofe (fonte battesimale di Bazzano, pieve e formelle di Sasso, pieve di Scurano e Badia Cavana, sculture della chiesa di Ranzano, castelli di Rossena e Canossa, sculture delle chiese di Quattro Castella e Traversetolo e pieve di Caviano vicino a San Polo d'Enza). 

Il posizionamento di queste testimonianze scultoree su entrambe le facce degli edifici e in posizione ravvicinata tra di loro indica una precisa volontà da parte dei costruttori, forse per "difendere" su due lati gli edifici dalle forze del male (il ruolo delle bugne c.d. apotropaiche). Altro mascherone certamente non in posizione originaria, a Lupazzano, è quello datato 1770 che è stato collocato in un muro di una abitazione circa all'ingresso del paese da Neviano.
Cedogno: la maestà che campeggia nel muro del sagrato della chiesa e che Andrea Carbognani dedicò a Sant'Andrea Avellino. Vi si legge la scritta: "fece fare Carbognani Andrea, 1803".
Qui a destra: il volto che spicca nel Palazzo Zanetti di Lodrignano.
A lato: bugna apotropaica di Faviano inferiore.
A lato: protoma umana nella chiesa di Mozzano.
Sotto: un bell'esemplare di pietra cantonale a Lupazzano.